immobilismo della confusione

L’immobilismo della Confusione. Alcuni spunti per tornare all’azione.

In tanti stiamo riflettendo su cosa ci sta accadendo in questo momento e tante possono essere le risposte, tante e diverse per ognuno di noi. Una di queste può essere uno stato di generica Confusione, più o meno consapevole.

Per Confusione intendiamo una sensazione nella quale non ci riconosciamo più, non abbiamo punti di riferimento certi e univoci, non possiamo più replicare comportamenti e abitudini consolidate, non sappiamo cosa ci aspetta e qual è l’orizzonte temporale verso cui possiamo guardare… un po’ come se non funzionasse più la nostra bussola e non sapessimo orientarci in un mondo che ci era così familiare e che oggi non riconosciamo più.

In uno stato di Confusione è difficile interpretare le sensazioni, le informazioni, i dati di contesto, si producono dentro di noi impulsi contradditori tendenzialmente caratterizzati da una urgenza di reazione. In questa dimensione, dove da un lato abbiamo difficoltà ad interpretare e dall’altra sentiamo l’urgenza di fare, si configura un’alea di rischio e di possibilità di errore, che può spaventare e immobilizzare.

Lo scenario attuale non ci offre più un “confortevole” ambito di conosciuto e prevedibile, ma ci sposta nella dimensione dell’ipotetico e del vago, privandoci delle “ancore” alle quali ci siamo attaccati e alle quali siamo abituati.

Questa realtà va accettata e gestita con nuovi approcci e con nuovi modelli sia mentali che organizzativi.

Non possiamo e non vogliamo fermarci ad attendere una “nuova” realtà, la dobbiamo immaginare, delineare, costruire.

Cosa può essere importante fare?

Alcuni spunti forse utili per cercare di allentare la presa immobilizzante della Confusione, per ritornare finalmente ad agire:

  • Fermarsi: sospendere il pensiero e l’azione abituale per creare uno spazio per il nuovo, lasciando in sospeso il noto, l’abitudine, i sentieri già percorsi per pulire e creare un foglio bianco.
  • Ascoltarsi/Ascoltare: concedersi il privilegio di stare con sé stessi, decidere di vivere il silenzio e dare voce a quello che realmente accade in noi e intorno a noi, è un atto di grande valore per consentirsi di scoprire o riscoprire cosa è diventato davvero importante e cosa si desidera veramente.

Prendersi il giusto tempo per ascoltare in modo generativo, lasciando entrare frammenti, senza giudizio, con l’apertura al possibile e al non noto.

  • Definire nuove priorità: partire dallo stato presente, dal qui e ora, per progettare il nostro futuro e considerare le necessità, le cose importanti da immaginare, da pianificare, da costruire lasciandosi guidare da una domanda: “perché è importante ora?”

Iniziamo a riempire il foglio bianco con le vere priorità.

  • Decidere piccoli passi: nello scenario attuale, non potendo immaginare con certezza cosa accadrà, in quanto tempo e per chi, la possibilità sta nel definire i “piccoli passi” per ogni priorità, definire “i cosa” che ci possano guidare nell’azione e nella uscita dalla confusione, ma con la disponibilità a poterli rivedere, senza eccessivi disagi, se per qualche motivo lo scenario muta.
  • Abbandonare la perfezione: per essere presenti in uno scenario in movimento e indefinito, abbiamo bisogno di far accadere le cose velocemente, rimanendo pronti e aperti a cambiare direzione e trasformarci continuamente, quindi facciamo il meglio dentro ai nostri piccoli passi, consapevoli che la perfezione non appartiene alla velocità.

La Confusione ci imbarazza, ci toglie certezze, ci disorienta. Difficile combatterla, ancora di più controllarla. Proviamo allora ad accettarla e a viverla come un momento di passaggio, non lasciandoci immobilizzare e o togliere energie, ma come un momento per scoprire come agire in modo diverso, lasciandoci guidare dalla fiducia nell’azione, poiché è meglio agire e rischiare di sbagliare piuttosto che stare, e far stare, nell’oblio della non azione.

Scritto da:
Lucia Grazi
Senior Partner di Hermes Consulting